L’INPS torna a intervenire sulle modifiche al Fondo di Tesoreria introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, con un focus specifico sul settore agricolo. Il chiarimento si inserisce in un quadro già articolato, soprattutto per le aziende agricole che impiegano operai a tempo determinato e stagionali, e che devono confrontarsi con criteri di calcolo della forza lavoro non sempre immediati e con regole differenti sulla gestione del TFR.
Per i datori che rientrano nell’obbligo dal 2026, è prevista la possibilità di regolarizzare i versamenti relativi ai primi mesi dell’anno senza applicazione di sanzioni, entro il 31 maggio 2026.
Le nuove regole, in breve
Uno dei punti centrali riguarda il calcolo della media occupazionale: L’INPS ribadisce che devono essere considerati tutti i lavoratori subordinati presenti nell’anno, indipendentemente da tipologia contrattuale, orario o modalità di trattamento del TFR, salvo eccezioni esplicite previste dalla norma.
Per il settore agricolo, il calcolo avviene secondo un criterio “a giornate”, con un massimo convenzionale di 26 giornate mensili per ciascun lavoratore e una formula di conversione in addetti su base annua.
Particolare attenzione viene dedicata agli operai agricoli a tempo determinato:
- i OTD concorrono al computo in base alle giornate effettivamente lavorate;
- anche contratti inferiori a 3 mesi rientrano nel conteggio, pur con specifiche esclusioni contributive;
- gli operai occasionali (OTDO) restano invece esclusi sia dal computo sia dall’obbligo di versamento.
Viene inoltre ribadito che la gestione del TFR varia a seconda delle modalità previste dalla contrattazione collettiva. In alcuni casi, la corresponsione periodica può sostituire l’obbligo di accantonamento al Fondo.
Codici per una corretta gestione
Istruzioni sui codici autorizzativi:
- “1R” per i datori soggetti all’obbligo di versamento;
- “2R” per casistiche particolari legate a specifiche situazioni contrattuali o societarie.
Resta centrale la necessità di aggiornare correttamente le comunicazioni nel “Cassetto previdenziale” e nei flussi Uniemens/PosAgri.
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